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Ricerca quantitativa per le scienze sociali

Ricerca quantitativa per le scienze sociali

Ricevi una telefonata e dall’altra parte qualcuno ti chiede «Quand’è l’ultima volta che hai pianto? Sei soddisfatto del tuo lavoro? Quando attraversi la strada, hai paura di essere investito?». Questo sondaggio è senza dubbio di Gallup World Poll.

Gallup è il fondatore della ricerca quantitativa per le scienze sociali. Un paio d’anni fa ha pubblicato i risultati di un sondaggio sui rapporti razziali negli USA. Ha chiesto agli afro-americani la seguente domanda:

Ricordi ogni occasione negli ultimi 30 giorni in cui hai ritenuto di essere trattato in modo sleale, nei seguenti luoghi, perché eri nero?

Hanno poi elencato ovviamente i luoghi: negozi, ristoranti, luoghi di lavoro, ecc.

Poco meno della metà (46%) degli afro-americani ha risposto “sì” per essere trattato in modo sleale in almeno un posto negli ultimi 30 giorni. Questi sondaggi vengono ripetuti negli anni per monitorare, in questo caso, quanto il razzismo negli USA sta diminuendo o sta rimanendo stabile. Alcuni accusano che questi sondaggi siano manipolati per influenzare la collettività.

Gallup è global performance-management consulting company. Fondata da George Gallup in 1935, diventò famosa per aver predetto nel ’36 la salita di Roosvelt. Nel ’38 Gallup e il vicepresidente, David Ogilvy, iniziarono a condurre ricerche di mercato per l’industria cinematografica e per agenzie pubblicitarie. Da allora Gallup ha intervistato tutto il mondo con il famoso Gallup World Poll (con centinaia di domande) per soddisfare le esigenze di tutti i governi.

Quando leggi in un giornale che la Danimarca è il paese più felice del mondo o che la Norvegia ha la vivibilità più alta d’Europa è frutto delle ricerche condotte da Gallup. E indovina qual è la metodologia di ricerca quantitativa più utilizzata nel Gallup Poll? Chiaramente il CATI (Computer Assisted Telephone Interview) ovvero interviste telefoniche condotte da un intervistatore che compila le risposte su un computer man mano che l’intervistato risponde.

Le differenza principale tra ricerca qualitativa e quantitativa sta proprio nella quantità di interviste e nel modo di quantificare e catalogare le risposte. È ovvio che il CATI è la metodologia in assoluto più adatta e più rappresentativa.

Se avete bisogno di sapere di più sulla veridicità del CATI clicca qui oppure scrivetemi su e.armato@iff-international.com